Ma si è trattato davvero di un evento prodigioso?
Effettivamente da una certa angolazione e con una illuminazione appropriata, sul petto della statua si riesce davvero a intravedere qualcosa che sembra un volto umano con la barba, soprattutto se c'è qualcuno che ci aiuta a individuarla. Che poi tale volto sia proprio quello di padre Pio è tutto da dimostrare. Molto probabilmente si tratta di un ennesimo caso di "paraeidolia", ovvero la tendenza a identificare figure di senso compiuto in immagini informi. Tale tendenza è alla base del vecchio gioco che consiste nell'individuare forme conosciute nelle nuvole e viene sfruttata in psicologia con i famosi test di Rorschach. Meno probabile appare il tentativo di spiegazione fornito dalla curatrice della mostra Maria Teresa Orengo, che ha dichiarato: "Non abbiamo documenti di un contatto tra l'autore della statua [lo scultore Guido Galetti, ndr] e il santo, ma non possiamo escludere che Galletti avesse scolpito quel volto". Sembra infatti strano che i restauratori, che hanno lavorato alla statua per più di un anno, sottoponendola ad accurati esami, non abbiano mai notato nulla. In ogni caso appare subito chiaro che sia da escludere ogni interpretazione paranormale. A destare ulteriori perplessità è il fatto che la signora che avrebbe per prima osservato l'immagine di padre Pio è una vera professionista delle visioni. Ne ha infatti avute decine e va addirittura in giro con un album di fotografie che testimoniano le sue facoltà di veggente. "Vado dove il Signore mi chiama, ieri mattina mi ha chiamato qui" ha dichiarato la signora il giorno 17 giugno.
Per molti giorni la cronaca locale genovese ha ampiamente trattato del presunto evento miracoloso, con eco anche a livello nazionale. A mettere la parola fine alla vicenda è stato lo stesso cardinale di Genova Tarcisio Bertone il quale, in data 21 giugno, ha dichiarato alla stampa: "La figura del volto non è altro che un effetto tecnico, il risultato di un banale gioco di luci ed ombre. Qui non c'è nulla di soprannaturale".
Quel che meraviglia di tutta la vicenda è che le autorità e i mezzi di comunicazione ancora una volta si siano fatti complici di simili episodi di irrazionalità e abbiano contribuito ad alimentarli. La meraviglia tuttavia diminuisce se si pensa all'inevitabile business che il presunto miracolo ha subito originato e alla pubblicità che i protagonisti della vicenda hanno avuto. Il presidente della regione è infatti stato al centro dell'attenzione dopo i deludenti risultati elettorali che il suo schieramento politico ha ottenuto alle recenti elezioni europee e amministrative e la mostra del Cristo degli abissi, che fino al 16 giugno aveva avuto ben pochi visitatori, è stata letteralmente presa d'assalto dal pubblico. A discapito del presidente della regione, bisogna tuttavia riconoscergli di aver avuto il coraggio di ammettere pubblicamente di aver commesso una stupidaggine, dopo che la Curia aveva escluso la soprannaturalità del fenomeno.