Steven Spielberg e Carl Barks: due modi diversi di mescolare scienza e fiction

  • In Articoli
  • 24-11-2016
  • di Marco Ciardi
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©Carl Barks
«È poesia quel tipo di componimento che si contrappone a un’opera scientifica per avere come obiettivo immediato il conseguimento del piacere e non della verità»[1]. Queste parole sono state pronunciate nel 1816 da Samuel Taylor Coleridge, il celebre poeta inglese da molti ritenuto uno dei massimi esponenti del Romanticismo inglese. Allo stesso modo, circa due secoli prima, Galileo Galilei aveva scritto nel Saggiatore (1623) che in libri come «l’Iliade e l’Orlando Furioso la meno importante cosa è che quello che vi è scritto sia vero». Infatti, «alla poesia sono in maniera necessarie le favole e finzioni, che senza quelle non può essere»[2]. Al termine poesia, naturalmente, possiamo sostituire quello di qualsiasi altra forma d'arte, dalla letteratura al cinema, dalla pittura ai fumetti. «Una persona non va al cinema o legge un romanzo per imparare la fisica, ma per emozionarsi (o rimanere[...]
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