Di gruppi, province e buone notizie

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  • 16-06-2015
  • di Marta Anninziata
Calendario alla mano, il 2015 presenta ben due venerdì 17: offre quindi una doppia occasione al CICAP di lanciare il proprio messaggio a favore dello spirito critico e contro la superstizione, e questa è una buona notizia. Il primo venerdì 17 è stato ad aprile, il secondo sarà a luglio. Nell'attesa del 2017, che avrà ben tre venerdì 17, vi invitiamo quindi fin d'ora a consultare il sito internet del CICAP e dei gruppi locali per scoprire le iniziative legate alla Giornata nazionale Anti Superstizione di venerdì 17 luglio; vi anticipiamo che avrà un particolare taglio legato al tema dell'alimentazione.
Ma che cosa è successo venerdì 17 aprile?

L'evento anti Superstizione in Abruzzo,


di Luciano Di Tizio

Un'ottantina di spettatori, tra i quali moltissimi giovani, con presenze da ogni angolo della regione: è stato decisamente un successo l'evento organizzato venerdì 17 aprile scorso presso l'auditorium del Museo universitario di Chieti dal Gruppo Locale Abruzzo e Molise del CICAP.
In occasione della prima delle due Giornate Anti Superstizione che il 2015 offre nel suo calendario, il Gruppo Locale ha voluto offrire uno scherzoso confronto tra scienza e magia. L'iniziativa è stata realizzata in collaborazione con il Museo dell'Ateneo "Gabriele d'Annunzio" e con l'associazione WWF Chieti-Pescara. Il professor Aristide Saggino, docente universitario di psicologia e presidente del gruppo locale, ha "sfidato" il suo vicepresidente, Luca Menichelli, che indossava nell'occasione le vesti del mentalista, con la mediazione di Luciano Di Tizio, giornalista e delegato Abruzzo del WWF Italia, che ha condotto la serata.
Il professore, con un approccio del tutto razionale, ha spiegato perché certi fenomeni non possono realmente verificarsi, mentre il mentalista ha cercato di smentirlo proponendo, in un intrigante spettacolo, i suoi trucchi, con la partecipazione attiva del pubblico. Ne è venuta fuori un'ora abbondante di interessanti conversazioni e di emozioni, con esercizi, tra l'altro, di lettura del linguaggio del corpo e di "trasmissione del pensiero".
È stato ovviamente ben chiarito, pur senza svelare i segreti del mentalismo, che i risultati ottenuti erano frutto di personale abilità e di continuo esercizio, non certo manifestazione di poteri paranormali.
È stato anche mostrato come piegare un cucchiaino da caffè, la prova che ha reso famoso Uri Geller, con un semplice trucco (a dire il vero Menichelli ha fatto di più, non limitandosi ad arcuare un cucchiaino ma riuscendo addirittura a contorcerlo mentre era tra le mani del professor Saggino, guadagnandosi convinti applausi).
Al termine, molti spettatori sono rimasti a lungo in sala per chiedere chiarimenti, per informarsi sull'attività del CICAP e per intrattenersi con i protagonisti di questo inconsueto e gradevole spettacolo.
E c'è stato chi si è prenotato per qualsiasi evento il gruppo locale voglia organizzare a luglio, quando il calendario offrirà di nuovo un venerdì 17...
In Abruzzo, a Chieti, il gruppo locale ha presentato una conferenza-spettacolo dal titolo: "Scienza e magia: psicologo e mentalista a confronto" su cui trovate maggiori informazioni nel box dedicato.
A Milano il CICAP Lombardia ha aperto al pubblico una cena con un ospite d'eccezione, il celebre illusionista e scettico James Randi, tra i fondatori dello CSICOP, ora CSI (il Comitato scettico americano), in Italia in questo periodo per una serie di spettacoli e incontri con i suoi tanti estimatori.
A Torino il gruppo locale ha presentato una conferenza di Roberto Mariottini sulla superstizione presso il Circolo Amici Della Magia, con la possibilità di mettersi alla prova tra scale aperte e sale da versare.
Il 16 aprile Silvano Fuso ha tenuto una conferenza sulla superstizione presso i Lions di Gavi (AL), grazie al supporto organizzativo dell'Antenna di Novi Claudio Casonato.

Il passaggio di consegne nel Coordinamento provinciale CICAP Cuneo


Intervista a Guido Bertolino,nuovo segretario CICAP Cuneo

Guido, tu fai un lavoro un po' particolare, ci spieghi di che si tratta, e come sei arrivato al CICAP?
In effetti è un po' strano pensare che la realizzazione di uno strumento musicale come l'arpa richieda una continua ricerca.
Io mi occupo della simulazione strutturale e dinamica degli strumenti con il metodo degli Elementi Finiti: queste simulazioni ci permettono di capire i punti deboli degli strumenti, facendo da guida ad interventi che rendono le arpe migliori e più affidabili. Il caso vuole che il codice di calcolo che utilizzo si chiami NASTRAN, dove la NA sta per NASA.
È infatti il codice che fu studiato dall'agenzia spaziale americana per il progetto Apollo, che è una delle mie più grandi passioni. È stato proprio il complottismo lunare a portarmi, come tanti, sul sito di Paolo Attivissimo.
Da lì al CICAP, che conoscevo grazie a Piero Angela e Superquark, il passo è breve. Così nel 2011 partecipai al convegno piemontese sul fascino dei numeri e l'atmosfera mi piacque così tanto da andare da Fabrizio Bonetto e chiedere se a Cuneo non ci fosse bisogno di una mano.

Come è composto il gruppo Cuneo oggi?
I membri attivi sono una decina e l'unico ruolo operativo definito, al di là di quello del coordinatore e del nostro nuovo tesoriere, Laura Pinna, è quello di Fabio Pennacino, che si occuperà di coordinare le attività di indagine. Fabio ha moltissima esperienza nel campo e questo è basilare.
Buona parte delle comunicazioni tra di noi viaggia attraverso la rete, via mail e ultimamente via WhatsApp che ha snellito molto le cose.
Tuttavia, essendo un gruppo molto affiatato, cercheremo di trovarci almeno una volta al mese di persona, compatibilmente con gli impegni di tutti.

Che programmi avete per il futuro? Cosa vi aspettate dai rapporti di vicinato?
A breve proveremo a portare in Italia l'iniziativa inglese "Skeptics in The Pub". è un'idea che ci piace molto, con cui vorremmo proporre una discussione seria e precisa, ma diversa dalla classica conferenza, speriamo appassionante.
Per questa estate invece abbiamo in cantiere una visita ai luoghi mysteriosi del vicino Monte Besimauda (o più comunemente Bisalta), protagonista di tanti racconti ufologici. Infine non mancheremo di preparare qualche nuova conferenza per l'autunno, probabilmente sul Ghost Hunting (caccia ai fantasmi).
Quanto al gruppo Piemonte, alcuni di noi sono attivi in entrambi i gruppi, quindi credo che le relazioni di vicinato continueranno bene, se non meglio di ora. D'altronde quando per la riuscita di un'iniziativa serve un grosso impegno, l'unione fa la forza.

Quando e come è nato il gruppo CICAP Cuneo, il primo e ad oggi unico gruppo provinciale del CICAP?
Il gruppo è nato a inizio 2003 dopo un incontro tra noi cuneesi e alcuni torinesi tra cui Andrea Ferrero, che allora era coordinatore del gruppo Piemonte e oggi è Socio effettivo CICAP. Qualche mese prima, c'era già stato un incontro tra me ed Enrico Guala, l'antenna cuneese di allora, e in quell’occasione si erano gettate le basi per un primo embrione di gruppo.

Che cosa avete fatto in questi anni? Vale la pena che ci sia un gruppo di soci attivo anche in provincia?
Mi piace pensare che due siano state le attività che hanno dato inizio alla storia del gruppo: una prima conferenza con Mariano Tomatis a Busca (maggio 2003) e l'indagine sulla presunta influenza della Luna sulla frequenza delle nascite. Da allora il gruppo ha incrementato le conferenze, gli incontri con le scuole, la presenza nelle fiere e in radio e ha realizzato molte indagini. Il CICAP Cuneo si è occupato di rabdomanzia, di false salite, di cerchi nel grano, di ufo, di fantasmi. Con incontri formativi rivolti al pubblico, ha incrementato il numero di soci attivi e simpatizzanti. Nel 2013, il gruppo cuneese ha gestito e realizzato l'assemblea nazionale CICAP a Fossano (CN) con ottima soddisfazione di tutti i partecipanti.
Se vale la pena che ci sia un gruppo attivo anche in provincia? Quando cercavo un contatto col CICAP, intenzionato a dare una mano, mi ha tranquillizzato molto sapere che anche nella mia provincia esisteva un'antenna, un "avamposto". Dopotutto, cosa ne sapevano nella grande città di tradizioni e misteri provinciali? Secondo me servono gruppi ovunque: provincia, comuni, scuole, montagna, mare... Il mistero spesso è legato a tradizioni e cultura popolare e serve esserci in mezzo per comprendere meglio. La mia esperienza mi ha insegnato che anche un piccolo gruppo provinciale può vivere e crescere, con attività proprie. Può essere rischioso, ma vale la pena tentare: se il gruppo non funziona, alla peggio si estinguerà da solo.

Che ruolo ha avuto la presenza vicina del gruppo di Torino? Come sono stati i rapporti?
La vicinanza con Torino è stata fondamentale e ha permesso molte collaborazioni tra cui l'indagine sul rabdomante di Sanfront nel 2009, portata avanti da molte persone in modo professionale e accurato. I rapporti tra noi piemontesi sono sempre stati ottimi e hanno permesso di far crescere tutti, aumentando le possibilità di collaborazione in attività sempre nuove e interessanti.

Dopo 12 anni, che cosa ti lascia la tua esperienza personale da volontario e da coordinatore?
Personalmente ho trovato l'esperienza molto entusiasmante e formativa: coordinare un gruppo di amici per uno scopo comune non è cosa facile, ma sapere di far qualcosa di utile è molto stimolante. Lascio le redini del gruppo con la soddisfazione di aver contribuito a far conoscere l'attività del CICAP anche nella nostra sonnacchiosa provincia.
Largo alle nuove idee e ben venga il nuovo corso!
Nel contesto di questa rubrica tuttavia l'evento più interessante si è svolto in Friuli Venezia Giulia, e questo ci porta alla seconda bella notizia. In concreto si è trattato di una cena a tema con brevi interventi su superstizione e folklore friulano, che si è svolta a Remanzacco (UD) con la partecipazione di oltre venti persone fra soci e simpatizzanti locali. Ciò che rende l'evento speciale è che la serata è stata organizzata da un gruppetto di soci della zona che potrebbero andare a costituire un nuovo gruppo provinciale, e di sicuro già oggi rappresentano un nuovo "nucleo" attivo.
Per loro la serata del 17 aprile è stata un'occasione per "celebrare" scherzosamente l'infausta ricorrenza, ma anche e soprattutto per incontrarsi e conoscersi.
Questo evento fa il paio con un altro nella stessa regione. Sabato 11 aprile infatti si è svolta la prima iniziativa organizzata da alcuni soci attivi vicino Pordenone: la conferenza-spettacolo "L'illusione del paranormale", con la partecipazione del mentalista Jan Hidden. Si è trattato di un'iniziativa a invito, solo per soci CICAP o persone che avevano già preso contatto in precedenza con il CICAP in regione, nella quale c'è stata una buona affluenza di pubblico.
Del resto proprio a Pordenone il 18 ottobre 2014 nel contesto del Festival ScienzArtAmbiente si era svolta una vivace conferenza dal titolo "Scie poco chimiche: desideri del complotto e logiche della condensazione", con relatori Fulvio Stel e Marko Germani.
A tutte queste iniziative ha partecipato il coordinatore del gruppo locale CICAP FVG Giuliano Bettella, del quale trovate un intervento nel box apposito.

Intervista a Giuliano Bettella, coordinatore del CICAP Friuli Venezia Giulia


Che cosa sta accadendo in questi ultimi anni nel CICAP FVG? Quali sono i vostri obiettivi futuri?
A partire dal 2009, il CICAP ha chiesto ai gruppi locali di essere più attivi. A quel punto ci siamo sentiti più autonomi, e più legittimati a "buttarci": organizzare incontri, conferenze e interazioni con i media, facendo affidamento sulle nostre risorse, piccole o grandi che fossero.
Grazie a questo, negli ultimi anni il numero di eventi organizzato da noi è stato davvero elevatissimo, ai limiti dell'impossibile. Sarebbe già un grosso risultato mantenere anche in futuro un livello di attività simile!
Come coordinatore, ho altri due obiettivi di organizzazione interna. Il primo è di creare due gruppi territoriali, uno a Udine e uno a Pordenone, e il progetto sta iniziando a decollare. L'altro è di trovare qualcuno che mi sostituisca nel gestire le attività a Trieste. Avendo avuto, nel corso degli anni, moltissimi contatti, mi sono reso conto che non è poi difficile trovare persone con sufficienti competenze, e con una mentalità in linea con il CICAP. Quello che è più difficile è che queste persone abbiano il necessario tempo libero, e uno spiccato senso pratico, inteso come orientamento a obiettivi semplici e concretamente realizzabili.

Come coordinatore regionale, secondo te vale la pena che ci sia un gruppo di soci attivo anche in provincia?
Noi siamo un gruppo piccolissimo, e oggettivamente ci è difficile gestire in modo "centralistico" le eventuali attività organizzate nelle varie province. Credo che l'esistenza di gruppi di zona, benché informali, possa servire a motivare e a responsabilizzare i simpatizzanti CICAP più volenterosi, residenti lontano dalla zona operativa del gruppo.

Tu svolgi questo ruolo da molti anni. Quanti?
Verso il 1998 mi ero accorto dell'esistenza di un gruppetto di simpatizzanti CICAP fra gli studenti universitari di Trieste. Riuscii a conoscerli, e fra il 1998 e il 1999 fondammo il CICAP F.V.G., che da allora coordino. Circa 16 anni e mezzo, a oggi!

Che cosa ti dà questa esperienza?
Il bilancio per me è positivo. Il mio approccio alle tematiche CICAP è prevalentemente di natura psicosociale. Non sono e non sarò mai un esperto di psicofonia, cerchi nel grano e sangue di San Gennaro.
Già prima di iscrivermi al CICAP mi ero occupato di razionalità e irrazionalità, ma il confronto con le fonti CICAP (in particolare i convegni: dal 1997 a oggi ne ho seguiti attentamente ben dieci), e la sfida di una comunicazione "popolare", specie in radio e in TV, mi hanno stimolato molto.
L'attività CICAP mi permette di "restituire alla società", per una buona causa, le conoscenze acquisite nel corso della mia vita.
Non tutti sanno che è possibile fondare dei gruppi locali del CICAP a carattere "provinciale". Il primo di questi gruppi è stato quello di Cuneo, nato nel 2003 e che proprio oggi è protagonista di un passaggio di consegne tra Fabrizio Bonetto, tra i fondatori, e il nuovo coordinatore Guido Bertolino. A quest'altra importante notizia dedichiamo le interviste che trovate nel box. Oggi così in Piemonte continuano ad esserci un gruppo a Torino, il primo nato fra i due e che porta il vessillo del gruppo regionale, e uno a Cuneo.
Luca Antonelli, matematico e attuale Coordinatore del CICAP Piemonte, è anche un socio storico del gruppo cuneese. «Penso che la formazione di più gruppi locali all'interno di una regione sia un'ottima opportunità, perché ci permette di essere più presenti sul territorio, specie in regioni molto estese come la nostra.
Il gruppo cuneese è riuscito ad esempio a portare conferenze in molti piccoli comuni della provincia, un risultato che sarebbe stato difficile da realizzare senza conoscere bene le realtà locali. Quando poi è utile, si possono unire le forze per collaborare tra gruppi vicini, per realizzare una indagine o una iniziativa più difficile, o che richiede l'intervento di più persone».
Oltre ai gruppi di soci attivi nella provincia di Udine e nel pordenonese, segnaliamo qui la presenza di nuclei attivi anche in diverse province lombarde. Per esempio a Brescia nel 2013 grazie all'impegno dell'Antenna Rosa Contino e di altri soci della zona si è tenuto un ciclo di conferenze CICAP presso il Museo di Scienze. Analogamente a Como si sono già svolte diverse iniziative, tra cui la Giornata Anti Superstizione del 2014.
Per maggiori informazioni sui gruppi provinciali, non esitate a scrivere a gruppilocali@cicap.org
Chiudiamo questo aggiornamento dal mondo dei gruppi condividendo una terza bella notizia. Su Query 20 citavamo la Valle d'Aosta come una regione in cui non esiste un gruppo locale del CICAP. Con piacere vi segnaliamo che proprio nei giorni in cui questo numero di Query viene chiuso è in corso la costituzione di un nuovo gruppo locale. Ve ne daremo notizia nel prossimo numero.