La sopravvivenza del CICAP è a rischio: abbiamo bisogno di voi

image
©Cristina Visentin
Nel 2014 il CICAP dovrebbe compiere 25 anni. Il condizionale è d’obbligo, perché la situazione è ormai tale che non siamo sicuri se il Comitato esiterà ancora tra due anni. Siamo sommersi dal lavoro e dalle richieste. Abbiamo da poco concluso un convegno nazionale che ha fatto seguito a un anno di distanza a un altro convegno di due giorni, svoltosi a Torino e dedicato ai numeri. Solo pochi mesi fa abbiamo organizzato il giro italiano di James Randi, con quella straordinaria conferenza trasmessa via satellite in tutta Italia. Senza contare le Giornate anti-superstizione e le tantissime conferenze organizzate dai Gruppi Locali in tutte le regioni dove queste sono attive. E questo solo per gli incontri pubblici.

Chi ci segue soprattutto sul web, dove siamo presenti in tanti modi (con il sito del CICAP, quello della rivista Query Online, i canali sui social network, twitter...), ma anche chi continua a seguirci semplicemente leggendo Query, sa che siamo sempre in attività. Ogni giorno veniamo consultati dai media e dal pubblico su questo o quel caso misterioso, conduciamo test ed esperimenti, verifichiamo le notizie più insolite, organizziamo corsi e workshop, andiamo in TV spesso, anche se non abbastanza... Insomma, continuiamo a fare quello per cui siamo nati ventitré anni fa.

Eppure, potremmo fare molto di più. Per esempio, potremmo essere presenti maggiormente nelle scuole. Potremmo contribuire alla formazione di docenti, ricercatori e insegnanti organizzando corsi di aggiornamento e perfezionamento. Potremmo far partire osservatori mirati sui programmi televisivi, in modo da intervenire tempestivamente presso la vigilanza Rai o il Garante dell’Editoria, ogni qualvolta vengano propagandate in maniera acritica teorie pseudoscientifiche o, peggio, dannose per la salute... Potremmo fare davvero tante cose.

Ma le nostre forze sono limitate e quel che è peggio si vanno restringendo. La crisi sta colpendo anche noi ed è per questo che dobbiamo chiedere il vostro aiuto.

Che cosa potete fare?


  • Aderite al CICAP. Se ancora non siete Soci vi invitiamo a diventarlo, le possibilità di adesione sono ormai tante e differenziate a seconda delle vostre possibilità. Le trovate indicate nel pieghevole al centro della rivista e potete aderire oggi stesso. E poi fate aderire al CICAP chi condivide i nostri stessi ideali.

  • Formate un Gruppo locale. Partecipate alle attività dei gruppi locali della vostra regione e, se da voi un gruppo non c’è, pensate se non potreste essere proprio voi a farne nascere uno. Ne potete parlare con Marta Annunziata e Andrea Ferrero scrivendo a: gruppilocali@cicap.org.

  • Donate al CICAP. Se ne avete la possibilità, pensate anche a fare una donazione, la potete detrarre dalle tasse. Volendo, potete utilizzare anche PayPal facendo un versamento sull’indirizzo: paypal@cicap.org.

  • Pensate a un lascito. E poi, perché non programmare, per un futuro remoto, un lascito al CICAP? In quanto Associazione di promozione sociale iscritta ai Registri, infatti, il CICAP può, ai sensi dell’art. 5 della legge 383/2000, ricevere «donazioni e, con beneficio di inventario, lasciti testamentari, con l’obbligo di destinare i beni ricevuti e le loro rendite al conseguimento delle finalità previste dall’atto costitutivo e dallo statuto».

  • Donate il 5x1000. E infine qualcosa che non costa assolutamente nulla: quando fate la dichiarazione dei redditi, indicate il CICAP come destinatario del 5x1000 (firmando nel riquadro indicato come «Sostegno del volontariato» e inserendo il codice fiscale del CICAP: 03414590285). Se ce ne fate richiesta, possiamo spedirvi una serie di bigliettini pro-memoria che potrete distribuire ad amici e conoscenti che pensate potrebbero avere piacere a sostenere il nostro lavoro. C’è da dire che è dallo scorso anno che si può indicare il CICAP nel 5x1000, ma solo nel 2013 sapremo se e a quanto avremo diritto. Ci vorrà poi un altro anno ancora, sembra, per riuscire a ricevere (eventualmente) qualcosa. Dunque, nel frattempo, insistiamo e cerchiamo di aumentare il numero dei sottoscrittori: non importa infatti se avete un reddito basso, ciò che conta è il numero di persone che sottoscrive per un determinato ente.


Nel suo intervento al Convegno del CICAP, Piero Angela ha sottolineato il problema: «Da ventitré anni il CICAP porta avanti le sue campagne con impegno e passione ma potendo contare unicamente sulle proprie forze. Questa indipendenza ci ha permesso di non subire pressioni o influenze, ma in questo momento di crisi mette a rischio la possibilità di portare avanti il nostro lavoro».

Anche il presidente Sergio Della Sala conferma la volontà del CICAP di proseguire la sua attività, nonostante gli ostacoli, con l’aiuto di tutti: «Continuiamo il nostro lavoro con l’entusiasmo di sempre ma abbiamo bisogno del vostro sostegno».

È un momento particolarmente critico, a maggior ragione per un’associazione come la nostra che si regge solo sui contributi dei volontari. Anche per questo la sfida che ci attende nei prossimi mesi è quella di trovare fonti alternative di sostentamento. Il rischio è quello di non riuscire più a fornire un servizio ancor più necessario in un momento in cui sempre più persone si rifugiano nell’irrazionale. Per questo contiamo su di voi.