Latte divino

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  • 30-05-2017
  • di Giuliana Galati
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New Delhi, India, 21 settembre 1995. Durante la notte, un uomo sogna che il dio Ganesh, dio del successo nella religione induista, che protegge matrimoni e affari, abbia voglia di latte. Così prova a offrire un cucchiaio di latte alla statua del dio, che si trova in un tempio vicino. Il dio Ganesh è raffigurato con una testa di elefante con una sola zanna, il ventre pronunciato e quattro braccia. L’uomo avvicina il cucchiaio alla proboscide della statua e il latte, velocemente, scompare, proprio come se la statua l’avesse bevuto avidamente. Un prete induista assiste al miracolo, potendo in seguito testimoniare la veridicità dei fatti[1]. La notizia corre velocemente via telefono, fax, Internet, e nell’arco della giornata il fenomeno si ripete anche in altri templi induisti. Non vi è certezza che il tutto abbia avuto origine proprio dal sogno di un uomo, quel che è certo, però, è che quel giorno, intorno ai maggiori templi, la quantità di veicoli e pedoni è tale da creare ingorghi che durano fino a tarda sera: di fronte ai templi più piccoli si creano code per strada lunghe più di un chilometro, perché tutti, con la propria bottiglietta di latte e un cucchiaio, vogliono provare. I negozi vedono un’impennata nelle vendite di latte del 30%[2] e in un solo Gateway Store si registra una vendita di più di 25000 pinte di latte[3].

Il Concilio Mondiale Induista (Vishva Hindu Parishad) dichiara che sta avvenendo un miracolo. Ben presto si scopre che anche le statue di altri dei, come Shiva e Parvati, amano il latte e il fenomeno si verifica non solo in India, ma in tutto il mondo: Canada, Dubai, Germania, Tailandia, Kenya, Malesia, Regno Unito, Sri Lanka, Trinidad, Danimarca, Bangladesh, Nuova Zelanda, Nepal, Isole Mauritius, Australia, Stati Uniti e Italia.

Il miracolo si verifica anche in un negozio nel pieno centro di Roma, l’Indian Emporium di via Arenula[4]. Saputo del miracolo, i proprietari hanno provato a offrire latte alla loro statuetta di ferro del dio Ganesh e, in breve, il negozio di abbigliamento orientale si trasforma in un luogo di pellegrinaggio. I giornalisti esaminano la statua e dichiarano che non vi sono buchi visibili vicino alla bocca, né segni apparenti di trucchi o manomissioni. La proprietaria del negozio, la signora Lata, non ha dubbi sull’origine del fenomeno: «Gli dei Ganesh, Shiva e Parvati da quattro giorni bevono latte. È nato in India un bimbo a testa di elefante, è il segno che il male nel mondo ha oltrepassato ogni limite».

Nel principale tempio Swaminarayan di Londra le autorità sono costrette a bloccare l’ingresso alle persone con i propri cartoni di latte. Innumerevoli storie vengono raccolte da diverse agenzie di informazione, come Reuters, CNN, BBC e molti dei principali quotidiani mondiali.

I video sono sorprendenti: un cucchiaino pieno di latte viene accostato alla proboscide della statua e scompare velocemente, in pochi secondi, come se fosse aspirato dalla proboscide. Ciò che lascia ancora più increduli è che le statue non sono fatte di materiale poroso o assorbente, bensì di metallo o marmo. Alcuni intervistati dichiarano di non essere stati particolarmente credenti fino a quel momento, ma di essere stupefatti di fronte a quanto sta succedendo: «qualunque cosa stia succedendo è incredibile, magari è una cospirazione internazionale, ma adesso credo in dio»[5].

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Il miracolo, e il massiccio turbamento che ha provocato, è durato solo un giorno. Gli scienziati hanno subito investigato l’intrigante fenomeno. Un gruppo del Ministero della Scienza e Tecnologia indiano ha offerto a una statua un cucchiaio di latte a cui era stato aggiunto del colorante e si è reso conto che, dopo essere scomparso dal cucchiaio, il latte colorato era finito ai piedi della statua. Lo stesso, ovviamente, succedeva col latte non colorato, del quale è semplice notare la sparizione dal cucchiaio, ma è più difficile seguire il percorso successivo, perché la maggior parte delle statue è bianca o dipinta con colori chiari.

Inoltre, spesso sotto le statue erano poste ghirlande di fiori o stracci in grado di assorbirlo. In alcuni casi, addirittura, le statue erano poste in un lavandino per far scolare il liquido. Dove nessuno di questi accorgimenti era stato preso, alla base delle statue c’era così tanto latte da rendere difficile notare l’aggiunta di un cucchiaio in più che colava.

Alla base del meccanismo vi è un comportamento dei liquidi ben noto in fisica: la tensione superficiale, che in alcuni casi provoca degli effetti in apparenza controintuitivi. Alcuni insetti, per esempio, riescono a camminare sull’acqua proprio sfruttando la tensione superficiale. Oppure poggiando delicatamente una graffetta sull’acqua, questa galleggia. All’interno di un liquido ogni molecola sente le forze esercitate dalle altre molecole intorno, che sono simmetriche in tutte le direzioni. Sulle molecole in superficie, invece, agiscono solo forze laterali e verso l’interno del liquido. Per questa ragione, la superficie di un liquido contenuto in un recipiente non è perfettamente piana, ma tende ad assumere una caratteristica forma curva, detta menisco. Se prevalgono le forze di adesione tra le molecole del liquido e quelle del recipiente, piuttosto che le forze tra le sole molecole del liquido, il menisco ha concavità verso l’alto. Se nel recipiente contenente il liquido si immerge un tubo sottile, il livello del liquido nel tubo subisce un innalzamento anomalo, dovuto proprio alla tensione superficiale: è il fenomeno noto come capillarità.

Nel caso delle statue, la forma della proboscide fa sì che si formi un menisco che innalza il livello del latte appena oltre l’orlo del cucchiaio e lo porta a contatto con la statua. La tensione superficiale del latte, quindi, fa sì che il liquido si innalzi ed esca dal cucchiaio, per poi colare lungo la statua a causa della gravità.

Quando il fenomeno ha fatto il giro del mondo, i templi si sono affollati e ogni devoto, sgomitando nella folla, aveva a disposizione appena una manciata di secondi di fronte alla statua per offrire il proprio cucchiaio di latte: non la situazione migliore per accorgersi che questo non veniva assorbito dalla statua, ma scivolava sulla sua superficie. In alcuni casi, per la fretta, si vedono le persone versare loro stesse il latte sulla statua, che cola in modo evidente, ma persino così viene considerato un miracolo.

Anche se in misura minore, il fenomeno è tornato periodicamente sui media, in particolare il 20-21 agosto 2006, il 13-14 gennaio 2008 e il 21-23 settembre 2010. Gli ultimi sostenitori del miracolo hanno affermato che se la spiegazione del fenomeno fosse di natura fisica, questo dovrebbe verificarsi sempre, e non solo in determinate date. Quel che si può notare è che l’effetto dipende sia dalla natura del liquido che da quella della superficie della statua, a seconda della tensione superficiale che si crea, ed è più evidente se si utilizzano cucchiaini piccoli, essendo minore la quantità di latte contenuta e quindi più veloce la sua sparizione. Inoltre, statue lievemente ruvide o già bagnate si prestano meglio. Tuttavia esso si verifica sempre e, come tutti i fenomeni che seguono le leggi della fisica, si ripete ogni qual volta siano soddisfatte le condizioni necessarie.

Note

2) Tim McGirk, “India's thirsty statues drink the nation dry”, The Independent, 22 September 1995
3) David Wooding, “Cow do they do that?”, The Sun, 22 September 1995

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