Il demonio? Lo trovi allo zoo!

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  • 30-05-2017
  • di Andrea Berti
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Figura 1
Ripetiamo spesso che collaborare con il CICAP è come avere a disposizione una “palestra per la mente”, un modo per allenare il cervello al pensiero razionale. Non è sempre cosa facile verificare le ipotesi che possono far luce su un fenomeno apparentemente insolito, ma questo sforzo di ricerca “apre” la mente ed è sicuramente molto stimolante. E veniamo così a un caso che ci è stato sottoposto recentemente e di cui vi parlo in questo numero.

Cosa c’è di più rilassante di trascorrere una bella giornata all’aria aperta? Nulla, ovviamente, a patto di non incappare in uno di quegli inganni della percezione che mettono in crisi le nostre certezze facendo nascere un disagio che continua poi a tormentarci. È quello che è accaduto alcuni mesi fa a una signora che era in visita allo Zoo di Barcellona; nel riguardare le foto scattate durante la giornata ne trova una (si veda la Figura 1) apparentemente mysteriosa e decide quindi di interpellarci per un parere. Nella mail specifica che «nel riflesso del vetro c’è un volto scuro a cui non riesco a dare spiegazione».

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Figura 2
Analizzando i dati elettronici del file possiamo escludere che sia stato ritoccato al computer; l’immagine è molto confusa perché riprende una vetrata che crea un’accozzaglia di riflessi, di zone chiare e scure ed è difficoltoso capire cosa stia realmente dietro al vetro e cosa sia semplicemente riflesso su di esso. A questo punto cerchiamo di fare alcune supposizioni su cosa potrebbe essere quel volto scuro (particolare ingrandito in Figura 2) e dove dovrebbe trovarsi. Escludiamo possa trattarsi di pareidolia: esso è ben definito e ricco di particolari; sembra proprio il muso di un animale – forse di una scimmia – che si trova all’interno del box in legno. Ma come mai, allora, avrebbe destato tanta perplessità in chi ci ha contattati? Che si tratti di un riflesso di qualcos’altro che si trovava davanti alla vetrata ma fuori dal campo visivo della signora? Come verificare queste ipotesi senza dover ricorrere a un’ispezione sul campo, cosa che – purtroppo – non sembra così facilmente realizzabile? Come dicevo all’inizio, è proprio in casi come questi che siamo costretti a spremerci le meningi per risolvere il mistero, seppur piccolo. Siamo partiti da un presupposto elementare ma importante: la signora deve pur aver avuto un motivo per scattare quella foto! Probabilmente l’intento era di immortalare qualche animale all’interno del box; la struttura, infatti, è dotata di piani di appoggio, pali, una rete di corde e ciò fa presupporre che possa ospitare qualche tipo di animale in grado di arrampicarsi. Facendo una ricerca sul web scopriamo che street view di Google Maps consente di perlustrare lo Zoo di Barcellona dall’interno; facciamo un tentativo e – con una certa dose di fortuna – riusciamo a trovare la location che ci interessava (Figura 3).

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Figura 3
A questo punto, tramite il sito ufficiale dello Zoo, è stato possibile risalire all’inquilino del box, un primate della foresta amazzonica il cui nome scientifico la dice lunga sul suo aspetto: Ateles belzebuth. Una delle caratteristiche che contraddistinguono questo animale è proprio il muso e la colorazione biancastra degli occhi che gli conferiscono un aspetto spiritato. Non completamente soddisfatti, facciamo ancora qualche ricerca in rete: lo Zoo propone alcuni video degli animali che ospita e ne troviamo uno con la nostra spaventosa scimmietta proprio all’interno del suo box; a 27 secondi dall’inizio del filmato, si atteggia nella stessa espressione (Figura 4) che era stata immortalata più o meno consapevolmente dalla signora che chi ha contattati.

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Figura 4
Il caso è risolto e ci riporta alla mente tanti altri episodi che abbiamo avuto modo di prendere in esame. Quando ci troviamo davanti a qualcosa che non conosciamo o non riusciamo a comprendere in prima battuta, dovremmo sempre ricordarci di usare il buonsenso e di affilare per bene il “rasoio di Ockham”; troppo spesso, infatti, si è portati a interpretare un fenomeno in apparenza misterioso in modo troppo fantasioso, con la tendenza a non dare il giusto peso alle ipotesi plausibili a favore di quelle più improbabili.

Sitografia