Il canto della donna-pesce

  • In Articoli
  • 30-03-2017
  • di Lisa Signorile
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Grotta dei Cervi, Otranto: pittogramma neolitico, figura femminile con code di pesce.
Metà donna e metà pesce, la sirena è uno dei miti zooantropomorfi più antichi e diffusi, ed è così radicato nel nostro immaginario che alcuni, come la deputata del M5S Tatiana Basilio, credono tutt’oggi nella sua esistenza. E forse, come in tutte le leggende, un fondo di verità esiste davvero.

Il primo cenno storico di una creatura con la parte superiore del corpo da donna e quella inferiore da pesce è la divinità siriana Atargatis, nota ai Greci come Derceto, che esisteva nella doppia forma di donna-pesce (come dea della fertilità) e di donna-tortora (come dea dell’amore). Il culto di Atargatis, sviluppatosi in Siria intorno al 1500 a.C. e diffusosi poi anche in Palestina, in Grecia, in Magna Grecia e tra i Fenici, ha aspetti oscuri. Secondo il Libro delle leggi e delle genti scritto da un autore siriano cristiano del III secolo d.C, «In Siria e a Urhâi (Edessa), era abitudine dell’uomo[...]

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