Riso rosso ed effetti collaterali

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Il riso rosso fermentato (da non confondere con le diverse specie dal colore rosso naturale) è un riso di tradizione cinese e giapponese che deve la sua caratteristica colorazione al fatto che è stato lasciato macerare con una muffa, Monascus purpureus. In questo processo si arricchisce di un particolare elemento chiamato monacolina K.

Proprio grazie a questa particolarità, negli ultimi anni questo tipo di riso ha avuto molto successo in Occidente. La monacolina K ha infatti la stessa struttura chimica della lovastatina, un farmaco registrato utilizzato sotto controllo medico per trattare l’ipercolesterolemia, cioè l’eccesso di colesterolo nel sangue. Per combattere questo problema, il riso rosso fermentato si è rivelato altrettanto utile delle statine, come indicato da una metanalisi pubblicata nel 2014 su PLoS ONE[1]. Ma con una differenza: mentre la lovastatina è, come si diceva, un farmaco a tutti gli effetti, il riso rosso è invece considerato un integratore alimentare, e quindi sottoposto in molti Paesi ad una legislazione diversa e meno stringente (ad esempio, queste sostanze in Europa non devono essere accompagnate dal foglietto illustrativo che ne elenca effetti collaterali e modalità di somministrazione).

Un’anomalia resa maggiormente evidente da un articolo recentemente accettato dal British Journal of Clinical Pharmacology e disponibile in early view dallo scorso 19 gennaio, a firma di Gabriela Mazzanti (Università di Roma “La Sapienza”), Francesca Menniti-Ippolito (ISS) e collaboratori[2].

Nel 2002, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), in collaborazione con l’Agenzia Italiana del Farmaco e il Ministero della Salute, ha attivato un sistema di sorveglianza delle sospette reazioni avverse[3] legate alla somministrazione di quelle che vengono impropriamente chiamate “medicine naturali” (prodotti erboristici, integratori alimentari, prodotti omeopatici, prodotti esotici come quelli utilizzati dalla medicina tradizionale cinese o ayurvedica etc.). Fra l’aprile del 2002 e il settembre del 2015, nella banca dati gestita dall'ISS sono state raccolte 1261 segnalazioni spontanee di effetti collaterali, la maggior parte delle quali relativa ad integratori.

Fra queste, i ricercatori ne hanno individuate 52 con possibili effetti collaterali legati a prodotti contenenti anche riso rosso fermentato: in particolare problemi muscolari, mialgie, reazioni cutanee e problemi epatici e dell'apparato gastrointestinale. In 13 di questi casi, soprattutto in presenza di conseguenze al fegato, il paziente è dovuto ricorrere al ricovero in ospedale.

Una dose di riso rosso fermentato contiene circa 5-7 mg di monacolina K, efficaci più o meno quanto 20-40 mg di lovastatina pura: come suggeriscono gli autori della ricerca, la maggiore efficienza potrebbe essere dovuta alla sinergia con altre monacoline contenute nel riso fermentato, o a una maggiore biodisponibilità della stessa. Forse anche a causa della fallacia secondo cui un prodotto di origine “naturale” sembra sempre più innocuo della controparte “di sintesi” (anche quando magari la molecola è la stessa!), il riso rosso fermentato viene consigliato in molti casi in cui la terapia con le statine farmacologiche è poco tollerata: l’integratore viene infatti in qualche modo considerato “più leggero” e privo di effetti collaterali. L’articolo dei ricercatori italiani, però, indica che le cose non stanno così, e che i problemi che possono manifestarsi sono all’incirca gli stessi delle statine “tradizionali”.

Infine, perché la terapia possa essere correttamente seguita è importante che la quantità di principio attivo nel prodotto sia all’incirca sempre la stessa. Ma mentre questo viene attentamente verificato nel caso dei farmaci, per gli integratori alimentari c’è una maggiore tolleranza, e quindi una maggior variabilità. Una differenza che in questo caso non sembra giustificata dall’effettiva natura del prodotto, ma dal semplice status legislativo: e che forse andrebbe uniformata, per non far correre inutili rischi ai pazienti.

Note

1) Yinhua, L. et al. 2014. A Meta-Analysis of Red Yeast Rice: An Effective and Relatively Safe Alternative Approach for Dyslipidemia. “PLoS ONE” vol. 9, n. 6, e98611. doi:10.1371/journal.pone.0098611. Disponibile all’url https://tinyurl.com/ztprqbf
2) Mazzanti, G., et al. 2017. Adverse reactions to dietary supplements containing red yeast rice: assessment of cases from the Italian surveillance system. "British Journal of Clinical Pharmacology" early view, doi: 10.1111/bcp.13171. Disponibile all'url https://tinyurl.com/jyp9uw3