L'importanza del dialogo tra discipline: ne parliamo con Elena Iorio

  • In Articoli
  • 22-09-2014
  • di Marta Annunziata
Proseguiamo con le interviste ai coordinatori parlando con Elena Iorio del gruppo Toscana, e riportiamo le notizie dal mondo dei gruppi locali, con l’invito come al solito a consultare le rispettive pagine internet per maggiori informazioni. Il 17 ottobre inoltre sarà il venerdì dedicato alla Giornata anti superstizione 2014: sul sito del CICAP troverete tutte le iniziative.

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Elena Iorio

Incontro con Elena Iorio, coordinatrice gruppo CICAP Toscana


Cara Elena, sono quattro anni che coordini il gruppo CICAP Toscana. Ci racconti qualcosa della vostra esperienza?

Il gruppo è stato fondato nel 2011. Io mi ero stabilita a Firenze da qualche anno e, un po’ per caso, ero venuta in contatto con altri soci della zona: abbiamo iniziato con qualche riunione e poi abbiamo deciso di provare a formare un gruppo. Ce n’era già stato uno in Toscana, fino al 2005, ma io non ho fatto in tempo a conoscerlo; alcuni dei soci di quel primo gruppo collaborano tuttora con noi. L’avvio è stato lento, abbiamo avuto bisogno di un paio di anni per ingranare e sicuramente abbiamo commesso diversi errori organizzativi, ma ci sono cose che si imparano solo provando e riprovando. Diciamo che abbiamo applicato il metodo della scienza: abbiamo fatto qualche esperimento sbagliato, ma alla fine siamo riusciti a capire qual era il giusto modo per far funzionare il gruppo.

Quali sono le difficoltà principali che avete incontrato?

Il problema principale è legato a ragioni geografiche: i soci toscani sono sparsi in modo abbastanza uniforme nel territorio ed è sempre stato complicato mantenere degli appuntamenti fissi per le riunioni (alcuni soci fanno più di un’ora di viaggio per venire agli incontri). Quindi abbiamo comunicato molto spesso per telefono o per mail rendendo però il sistema organizzativo più lento e meno efficace e caricando spesso i soci che risiedono nei centri (Firenze e Pisa in particolare) di più lavoro rispetto agli altri. Ora le cose vanno meglio, ci siamo divisi i compiti e ogni persona ha una precisa mansione e per quella è responsabile (chi si occupa del sito, chi dei fondi, chi del rapporto con gli altri gruppi), così si evita di far troppa confusione.

Hai detto che ti sei trasferita a Firenze. E prima? Quando hai iniziato a frequentare il CICAP e perché?

Ho vissuto a Mestre fino al 2007. Ho sentito parlare per la prima volta del CICAP da amici quando avevo 18 anni, doveva essere il 2002. Incuriosita, ho tenuto d’occhio il programma del CICAP Veneto e appena ho potuto sono andata a una conferenza: era sulle leggende metropolitane. All’epoca avevo appena iniziato l’università, studiavo storia, e mi è subito sembrato evidente il legame tra questi temi e quello che studiavo. La storia si fonda proprio sulla verifica delle fonti e dei racconti del passato nel tentativo di dare una ricostruzione corretta degli eventi, esattamente come il CICAP fa con le leggende metropolitane o con le teorie del complotto.

Così mi sono iscritta e ho iniziato a ricevere la rivista. L’approccio che veniva utilizzato, a prescindere dall’argomento, era quello che mi interessava di più, ma avevo l’impressione che malgrado l’istruzione e la curiosità, mi mancassero gli strumenti giusti. Così presi contatti col coordinatore del gruppo Veneto e diedi la mia disponibilità. Mi invitarono subito a un incontro e in pochi mesi mi ritrovai impegnata in quasi tutto quel che organizzavano: ero la “piccolina” del gruppo e ricordo che mi coinvolgevano in tutte le attività per mostrarmi come funzionavano. È stato quello il mio primo “periodo di formazione” nel CICAP.

Dunque sei una storica. Cosa pensi del ruolo delle discipline umanistiche nel CICAP?

Mi sono accorta che molti hanno un’idea sbagliata del CICAP: credono che siamo tutti scienziati (maschi, perché nello stereotipo il ricercatore è uomo) aspiranti al premio Nobel per la fisica. Mi trovo spesso a doverlo ripetere ai nuovi iscritti: il CICAP è fatto di tante persone con diverse professioni, capacità e competenze. Ed è davvero una fortuna che sia così. Lo dico da coordinatrice di un gruppo che senza l’apporto di soci con diverse competenze – come per esempio la nostra tesoriera, che non è una scienziata né per formazione né per lavoro – non sarebbe mai decollato.

Ugualmente evidente dovrebbe essere il contributo degli umanisti, che ora sono sempre in maggior numero nell’associazione. Prima di tutto perché il confronto tra le discipline è fondamentale nello sviluppo culturale, un elemento troppo spesso sottovalutato anche a livello accademico (spesso i dipartimenti non si parlano tra loro). In secondo luogo, perché i metodi di ricerca utilizzati sono molto simili: il metodo scientifico si fonda sullo stesso concetto di base del metodo critico – quello utilizzato dagli storici e dai letterati – cioè l’onere della prova (che poi è lo stesso del campo giuridico). L’unica vera differenza è nella ripetibilità dell’esperimento, che nel caso della storia non è possibile. Infine, credo che umanisti e scienziati possano imparare a vicenda: la sempre più forte specializzazione negli ultimi due secoli ha portato a un’immagine della scienza come disciplina accessibile solo a pochi eletti che non parlano col resto del mondo, mentre le discipline umanistiche sono diventate quelle “facili”, che “basta imparare a memoria ed è fatta”; i letterati quindi diventano solo dei grandi affabulatori, dei cantastorie. Ovviamente così non è in nessuno dei due campi, ma è importante renderlo visibile e trovare degli spazi, come quelli creati dal CICAP, per iniziare un dialogo che porti, da un lato, a un miglioramento della divulgazione scientifica e, dall’altro, a dare della storia e delle discipline umanistiche un’immagine più seria.

Torniamo a parlare del gruppo toscano. Quali attività avete portato avanti? Ci puoi dire anche due parole sul Corso per Investigatori del Mistero che negli ultimi due anni si è svolto a Firenze?

Le attività svolte in questi anni sono state mirate soprattutto alla formazione interna. Già due volte abbiamo organizzato un mini-corso di formazione per i soci – che si tiene di solito a settembre – durante il quale si presentano delle ricerche, si discute di indagini e si raccolgono proposte per le attività future. Anche quest’anno organizzeremo una giornata simile e presto ne daremo l’annuncio.

Il Corso per Investigatori, invece, è stato un impegno molto più gravoso e complesso, anche perché esteso su alcuni mesi e con corsisti provenienti da tutta Italia. Credo comunque che sia stato molto formativo trovarci alle prese con la preparazione di un evento del genere del quale siamo rimasti molto soddisfatti, anche perché abbiamo avuto la fortuna di collaborare con due tra i più bei musei di Firenze (il Museo della Preistoria e la Fondazione Scienza e Tecnica), che ci hanno fornito le aule per svolgere il corso e ci hanno anche coinvolto in alcune attività. I corsisti sono rimasti tutti molto contenti e chissà che in futuro, magari tra qualche anno, non si ripresenti l’occasione di ritrovarsi in Toscana.

E riguardo al futuro del CICAP Toscana, quali attività avete in programma?

Di idee ne abbiamo molte. In particolare, abbiamo qualche progetto in cantiere per alcune attività nelle scuole, dove siamo già stati un paio di volte per delle presentazioni. I ragazzi si sono dimostrati molto curiosi e disponibili e credo che si dovrebbe investire di più in questa direzione. Parallelamente ci piacerebbe anche portare avanti delle indagini: finora abbiamo avuto poco tempo e ci siamo limitati ad alcune consulenze su casi di pareidolia, ma presto ci metteremo alla prova con altri fenomeni.

Emilia Romagna


Nel contesto della rassegna “Le case della scienza” di Imola (BO), il 12 aprile si è svolta una conferenza di Luigi Garlaschelli dal titolo “Naturalmente artificiale: la farmacologia secondo natura”, un confronto fra medicine alternative e farmaci tradizionali. Inoltre il 14 giugno a Massa Finalese (MO) il gruppo locale ha presentato la conferenza “Terremoti - imprevedibili ma non inattesi”, del Professor Paolo Gasperini, con il Patrocinio del Comune di Finale Emilia. Il 12 luglio si è svolto un evento dedicato alle teorie del complotto sulle scie chimiche, con conferenza di Simone Angioni e prova di volo con i piloti della Top Gun Flying School, presso l’aeroporto di Reggio Emilia. Infine, il 5 luglio e il 2 agosto si sono tenute due conferenze di Andrea Salsi sugli UFO all'Osservatorio astronomico di Scandiano.

Friuli Venezia Giulia


Il 29 agosto si è svolta una conferenza-spettacolo, con musiche e letture, sul tema delle leggende metropolitane, a Fiumicello (UD), con Margherita Piva (studiosa di folklore) e Giuliano Bettella. Il 17 ottobre il gruppo parteciperà alla Giornata anti superstizione con una conferenza del fisico Stefano Polvi a Trieste, mentre il 18 ottobre pomeriggio, a Pordenone, nel contesto del Festival della scienza (ScienzArtAmbiente) si terrà una conferenza di Fulvio Stel e Marko Germani dal titolo “Le scie di condensazione degli aerei, fra effetti climatici e complottismo”.

Lombardia


Alle porte di Milano si è svolto il ciclo di incontri “CICAP Lombardia chiama: Training nuovi Soci e simpatizzanti“, nelle date 15 maggio, 5 e 19 giugno, con Luca Boschini, Marta Annunziata e i soci del gruppo locale. Nelle giornate di sabato 31 maggio e domenica 1 giugno, il CICAP Lombardia è stato presente con un ricco programma di attività alla VII edizione di Scienza & Natura Expo. Infine, il 19 luglio si è tenuta una conferenza sull'astrologia a Como, con Marta Annunziata e i soci locali.

Piemonte


A maggio il CICAP è stato presente, a Torino al Salone del Libro e a Novi Ligure alla Festa dell'Acqua. Il 6 giugno Marta Annunziata ha tenuto una conferenza sull’astrologia presso il Circolo Amici della Magia mentre il 14 giugno si è svolta una nuova edizione del tour attraverso il centro della città di Torino, dal titolo “TORINO MYSTERIOSA a spasso tra storia, mito e realtà“ (si replicherà a settembre). A luglio è ripreso il ciclo di conferenze “Mysteri al Mausoleo”, con le presentazioni di Lorenzo Montali sulle leggende urbane e di Silvano Fuso sulle sedute spiritiche di Millesimo. Il 5 settembre Sergio Della Sala parlerà di come funziona (e come può ingannarci) la nostra mente, mentre il 12 settembre il gruppo presenterà una conferenza dal titolo “Montagne mysteriose. Un viaggio attraverso i miti antichi e moderni delle montagne piemontesi”. Ultimo ma non ultimo, fervono i preparativi per un evento speciale che si svolgerà il 14 novembre alle porte di Torino: qui anticipiamo solo che si tratta di un invito a cena… con mystero.