La parola ai Coordinatori dei gruppi locali CICAP: Andrea Salsi

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  • 19-06-2014
  • di Marta Annunziata
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Gruppo Emilia - Foto invita da Andrea Salsi
Pubblichiamo in questo numero un'intervista ad Andrea Salsi, nuovo coordinatorie del gruppo locale CICAP Emilia Romagna.

Andrea, tu sei uno dei nostri soci "storici". Quando ti sei avvicinato, e cosa hai trovato nel CICAP che ti ha fatto rimanere così a lungo?

Verso la fine degli anni ‘90 vidi Polidoro e Garlaschelli in una trasmissione Rai: io all’epoca ero un fan di Piero Angela e già convinto che le capacità vantate da astrologi, cartomanti e guaritori filippini fossero molto sopravvalutate... ma ero anche un credente negli UFO, e un grande fan di X-Files e Martin Mystere. A fine 2001 un mio conoscente venne convinto che il mondo sarebbe finito nel febbraio 2002 e per dissuaderlo lo invitai a rivolgersi agli esperti del CICAP. Egli scrisse una email di fuoco al Comitato, girandola anche a me per conoscenza: mi sentii tanto in imbarazzo che contattai la segreteria per scusarmi di aver scatenato una simile furia.

Con la risposta ricevetti l’invito a contattare il gruppo locale e scoprii che il coordinatore regionale di allora (Lucio Braglia), abitava a 20 minuti da me. Mi invitò a casa sua per una delle ultime riunioni organizzative in vista del Convegno CICAP sulle Medicine Alternative del novembre 2001 e mi presentai con il mio conoscente. Parlammo di questa fantomatica fine del mondo e di tanti altri argomenti, poi arrivarono una dozzina di altre persone, anche da Rimini e Ravenna (con quasi 3 ore di auto alle spalle). Io mi entusiasmai per il clima che si era creato e chiesi se potevo dare una mano: volevo assolutamente conoscere Piero Angela, Polidoro e partecipare al Convegno in modo attivo. La settimana dopo ero nella segreteria del teatro a ricevere i partecipanti e i conferenzieri. Mi ritrovai a fianco di Piero Angela che lavorava per rispondere, con un comunicato stampa, alla querela presentata dagli omeopati contro di lui e contro Superquark. Vidi come operava: per 10 minuti di discorso, aveva lavorato tutto il pomeriggio, parlando con i relatori (dal farmacologo Silvo Garattini all’oncologo Umberto Tirelli) e chiamando al telefono un Premio Nobel come Rita Levi Montalcini!

In quei giorni tra l’altro vidi la brochure del primo corso d’indagine sul presunto paranormale, che sarebbe iniziato a Padova poche settimane dopo, e decisi di parteciparvi.

Il primo week-end al corso mi diede una emozione indescrivibile: giornalisti di Repubblica; un parapsicologo del calibro di Gian Marco Rinaldi, che portò i risultati della sua indagine sulla Sindone (il “Dossier Kouznetsov“); Polidoro, che mi dimostrò che, grattando la superficie del paranormale, si trovava una enorme sequela di abbagli “infilati sotto al tappeto” dai vari credenti e mass media; Garlaschelli, che mi trasmise una passione (o una “mania”) per il metodo scientifico e la ricerca che, da allora, non mi ha mai abbandonato.

Hai visto anche cambiare il CICAP in tutto questo tempo?

Certo: da eventi macroscopici come il cambio della rivista (da Scienza & Paranormale, a Query) a eventi più “piccoli” come la compartecipazione agli obbiettivi del Comitato da parte dei soci, grazie alle Assemblee dei soci che si organizzano ogni due anni e che stanno portando cambiamenti e continui miglioramenti.

Già quest'anno in Emilia Romagna avete avviato alcune iniziative interessanti. Puoi dirci di che si tratta?

Abbiamo deciso di incrementare l’attività del gruppo, per quanto riguarda sia le conferenze che gli eventi e le altre attività, come l’indagine sul “braccialetto dell’equilibrio” Aura Activator, oppure la sensazionale giornata organizzata presso l’aeroporto di Reggio Emilia, con una conferenza mattutina sulle scie chimiche e il pomeriggio in volo sugli aerei dell’aeroclub Top Gun che ci ospitava.

Abbiamo anche rinnovato il sito web del gruppo locale e allestito una nostra pagina sui social network. I due spazi vengono costantemente aggiornati con notizie prese dal web, da Query, dal sito del CICAP, dai blog amici e soprattutto dalle “skeptics pills”, le pagine di scetticismo, scritte con tono ironico e pungente dal nostro eccezionale presidente Stefano Marcellini. Marcellini è ricercatore all’INFN di Bologna, al CERN di Ginevra, ma è anche fotografo, scrittore, poeta… una figura leonardesca, insomma. Grazie ai suoi contatti siamo riusciti a tenere degli interventi al Festival della Fisica di Casalgrande di Reggio Emilia. Infine, da novembre abbiamo iniziato una collaborazione fissa, grazie a Silvano Cavallina, con una emittente bolognese, Ciao Radio, che ci ospita il lunedì, dalla 18 alle 19 (le registrazioni delle puntate sono anche online!).

Per il prossimo futuro, quali programmi avete?

Una indagine su un “miracoloso” strumento elettronico che promette risparmi energetici (che se fossero reali permetterebbero di vincere il Nobel per la fisica), la replica della giornata all’aeroporto e alcuni eventi di autofinanziamento. In futuro, vorremmo anche organizzare un Convegno o il Corso per investigatori a Bologna, che è facile da raggiungere da tutt’Italia e ottimamente servita da treni, strade e aerei.

Ci stiamo inoltre muovendo per entrare nelle scuole, grazie all’associazione degli insegnanti di fisica. Rimangono “braci sotto la cenere” le indagini sui fantasmi nei castelli Emiliano Romagnoli (come Bardi, Montechiarugolo, Montebello, tutti lontani da soci attivi purtroppo) e speriamo di portare qualcosa di interessante al prossimo Convegno.